Intervista ai John, the Void 15_01_2021

PINO: Quando avete deciso di dedicarvi alla musica e perché?
Ognuno di noi si è approcciato alla musica in giovane età, stimolato da diverse influenze, ma tutti accomunati dalla necessità di avere un medium con cui esprimerci e trasmettere determinate emozioni. Abbiamo poi unito le nostre strade a partire dal 2014/15, con qualche cambio di line up nel corso degli anni.
MAX: Chi sono i membri del gruppo? Collaborano tutti alla stesura delle canzoni?
La band: Matteo e Marco alla chitarra, Andrea al basso, Enrico alla batteria ed io alla voce/elettronica. I pezzi, nella loro essenza, raramente nascono durante jam session: in genere c’è chi porta un idea semi-strutturata o dei riff sparsi che vengono poi stesi, mutati, rifiniti ed assemblati tenendo in considerazione il più possibile tutte le voci e proposte nel gruppo. Spesso vengono addirittura stravolti prima della loro forma finale. In questo senso è interessante vedere come ogni apporto aggiunto dal singolo all’idea iniziale possa andare a variare l’indirizzo del pezzo, dando talvolta al mood generale una sfumatura totalmente nuova.
PINO: Cosa avete portato a compimento finora e qual è il disco che avete prodotto, al quale siete più legati?
Fino ad ora abbiamo pubblicato un’EP e due full lenght, ed un quarto lavoro sta iniziando a prendere forma. Quale sia quello a cui siamo più legati è una domanda difficile a cui rispondere all’unisono. Probabilmente ognuno di noi si sente più legato ad un momento/album diverso, in quanto ogni lavoro ha rappresentato la ricerca di una determinata sfumatura, differente da quella prima. Penso però che nessuno di noi rimpianga qualcosa di ciò che è stato fatto, sebbene per attitudine siamo sempre molto autocritici, soprattutto riascoltando a distanza di tempo la nostra musica, con l’obiettivo di evolverci al meglio e migliorarci sempre.
MAX: Qual’è il vostro genere musicale?
Abbiamo iniziato a comporre con una vena estremamente orientata al post-metal / sludge, al quale poi nel tempo abbiamo aggiunto una grossa sfumatura doom. Di recente, specialmente nei pezzi in costruzione, la vena black sta prendendo ampio spazio, rimescolando parecchio la formula. In tutto questo abbiamo sempre cercato di dare un grosso contributo con l’influenza elettronica ed atmosferica.
PINO: Quali artisti hanno influenzato la vostra scelta musicale?
Ognuno di noi ha un suo peculiare background in termini di gusti ed influenze, e di conseguenza di artisti a cui ispirarsi, che talvolta sono anche molto distanti tra loro. Sicuramente possiamo dire che artisti come Wolves In The Throne Room, Amen Ra, Cult of Luna e Altar Of Plagues sono stati fonte di ispirazione un po’ per tutti noi e i nostri pezzi, di conseguenza, ne risentono di qualche influenza.
MAX: Che influenze ha avuto sul vostro progetto il Covid 19?
Purtroppo, come per tutte le band, le date che avevamo in programma sono state annullate o posticipate e di conseguenza non abbiamo più potuto pianificarne di ulteriori. Un altro problema sicuramente importante è quello di non poterci trovare in sala, a causa delle restrizioni dovute all’emergenza. Per questo motivo ci siamo riadattati per lavorare sulla composizione e arrangiamento dei pezzi a distanza, in attesa di confrontarci, speriamo quanto prima, in sala appunto. Per noi l’aspetto compositivo è sempre stato comunque un momento piacevole e di grande stimolo, per cui cerchiamo di goderci al meglio la gestazione in atto di quello che sarà il prossimo lavoro!
PINO: Quali sono le tematiche dell’artwork e dei testi del vostro ultimo lavoro?
La tematica dell’ultimo lavoro è incentrata sulle inevitabili condizioni umane: il senso di impotenza, il senso di colpa, l’errore, l’amore, il dolore e la guerra per un momento di pace. Il disco è un flusso di pensieri che esorcizzano e seppelliscono sotto il manto dell’accettazione il destino e il suo corso indipendente dalla nostra volontà. In questo senso ci siamo innamorati delle fantastiche foto di Marco Ragaini che ci hanno trasmesso emotivamente il mood e la sacralità del concept.
MAX: Uscirà qualcos’altro nel prossimo periodo?
Assolutamente si! Il quarto lavoro è già in fase compositiva. Preferiamo non imporci una deadline per averlo pronto, ma non vediamo l’ora di vederlo realizzato.
PINO: Avete fatto/farete dei live in futuro? Anche all’estero?
Certo, abbiamo suonato live in diversi contesti e condiviso il palco con band quali Fleshgod Apocalypse, The Secret, Ancst, Messa, Lento, Morkobot, Zeus!, Grime, Marnero, Hyperwülff, Buioingola etc. Anche per la promozione di “III – Adversa” stavamo scendendo in campo con qualche live e ne stavamo pianificando altri, anche all’estero. Ma come sappiamo ormai tutti, la programmazione da marzo 2019 in poi è stata cancellata, causa condizioni di emergenza Covid, sicuramente speriamo di recuperare presto!
MAX: Avete un etichetta? Cosa ne pensate delle agenzie di promozione live
Come un pò in tutti i settori, il mondo della musica è popolato da figure positive e professionali, ma anche da cialtroni. Ci sono persone con cui abbiamo collaborato grazie alle quali abbiamo avuto la possibilità di vivere bellissime esperienze e portarci a casa grandi soddisfazioni; con queste ovviamente siamo poi rimasti in ottimi rapporti di lavoro e spesso anche di amicizia. Altre invece decisamente meno professionali, che, è brutto da dire, è meglio perdere. Alcuni di noi sono molto legati all’attitudine DIY, per cui una label/agenzia non è del tutto indispensabile. È vero anche che quella giusta può essere un’ottimo aiuto e spesso un buon lancio per la band, che in questo modo non si ritroverebbe sola a prendersi il carico dell’intera promozione e pianificazione del lavoro, potendoti magari anche inserire in tutta una serie di contesti ai quali sarebbe difficile accederci altrimenti. Per quanto riguarda invece le sempre più diffuse proposte a pagamento delle label e di buy on per quanto riguarda le date (che ormai conosciamo quasi tutti) non aprirei nemmeno l’argomento. In ogni caso non sarà un fattore determinante per noi averne una, come non lo è stato in passato, e valuteremo in corso d’opera le varie proposte e le varie opportunità in relazione alle esigenze della band.
PINO: Ora trasmettiamo il vostro video, perchè avete scelto questa canzone?
Abbiamo scelto una versione live di “Cursed”, perchè è uno dei pezzi a cui siamo più affezionati, e crediamo possa rendere bene l’idea del nostro approccio dal vivo.