Intervista ai Trio Eslem 09_12_2020

PINO: Quando avete deciso di dedicarvi alla musica e perché?
Ciao ragazzi, che piacere! Questo progetto, Trio Eslem, è nato nel 2016 quando ho deciso (Efrem) di concretizzare delle idee che avevo nel cassetto da tempo, con una formazione nella quale potessi essere totalmente libero. Ho chiesto quindi a due giovani musicisti pazzeschi di partecipare a questo progetto particolare. Marco a tal proposito dice che è stato veramente un mettersi in gioco perché ha dovuto adattare la sua tecnica e il suo modo di suonare su un terreno sconosciuto, che gli era familiare solo come ascolti ma assolutamente estraneo da suonare. Quindi una bella sfida per tutti!
MAX: Chi sono i membri del gruppo? Collaborano tutti alla stesura delle canzoni?
Siamo un cosiddetto power trio: Efrem Scacco alla chitarra, Paolo Jus al basso elettrico e Marco D’Orlando alla batteria. Il primo album che abbiamo prodotto è costituito solo da composizioni di Efrem, ma abbiamo in cantiere un secondo lavoro in cui ci saranno brani scritti da ognuno di noi. Da questo punto di vista la composizione è molto individuale, nel senso che ognuno porta dei pezzi già pronti e strutturati dall’inizio alla fine e poi suonando, improvvisando ed eventualmente decidendo assieme alcuni dettagli si finalizzano. Potrà sembrare poco coeso come metodo ma fa risaltare molto lo stile e la scrittura di ogni singolo musicista, e permette agli altri di arricchire con il proprio linguaggio la musica.
PINO: Cosa avete portato a compimento finora?
Per ora abbiamo solo un disco autoprodotto, TABULA RASA, pubblicato a nome mio (Efrem) nel 2017.
MAX: Qual è il vostro genere musicale?
Non saprei dirvene uno preciso, diciamo che in generale la nostra musica è un misto di progressive, jazz, rock e metal; a volte sono mescolati tutti assieme, a volte invece si predilige uno di essi. Il bello di questo progetto è che cerchiamo di suonare quello che ci va senza farci troppi problemi!
PINO: Quali artisti hanno influenzato la vostra scelta musicale?
I nostri ascolti sono molto vari. Tutti e tre abbiamo un background di ascolto jazz, potrei citarti Pat Metheny, Jim Hall, Wayne Shorter, Snarky Puppy, Tigran Hamasyan. Poi ci sono le nostre influenze che vanno aldilà dello studio; per quanto mi riguarda, provenendo dal metal, ti direi alcuni tipo Metallica, Dream Theater, Death, Megadeth, Atheist più altri artisti non-metal importanti tipo Radiohead, Beatles, oltre a un immancabile chitarrista che è Guthrie Govan. Marco invece nomina Fire!, Hobby Horse e Claudia Quintet, nel compartimento jazz d’avanguardia.
MAX: Che influenze ha avuto sul vostro progetto il Covid 19?
Diciamo che è stata una bella rottura di scatole; siamo entrati in studio per registrare il prossimo disco proprio nel weekend del 7-8 marzo, appena prima che cominciasse il lockdown. Quindi abbiamo registrato tutto e lasciato in sospeso per mesi, tutt’ora il lavoro va a rilento dati i continui start&stop. Pensavamo di farlo uscire entro fine anno ma con tutti questi cambiamenti abbiamo deciso di rimandare…
PINO: Quali sono le tematiche dell’artwork e dei testi del vostro ultimo lavoro?
Con TABULA RASA ho voluto togliermi uno sfizio che ho da sempre, ovvero pubblicare un disco a mio nome. E nel farlo ho inserito dei pezzi che parlassero di me, di mie esperienze, pensieri, idee… ora, il disco è strumentale quindi testi non ce ne sono, ma posso dire che mi impegno molto nel trovare dei titoli adeguati, generalmente sfruttando i giochi di parole di cui vado matto! Quindi l’idea è che tramite il titolo e la musica l’ascoltatore possa interpretare a modo proprio ciò che sente. L’artwork è opera di Giacomo Urban, che è riuscito a materializzare perfettamente l’idea che avevo in mente per questo album. Lo spartito cancellato è la rappresentazione di questa tabula rasa, la volontà di cominciare un nuovo percorso musicale.
MAX: Uscirà qualcos’altro nel prossimo periodo?
Yes, non so dirvi quando di preciso, con questo covid è difficile fare programmi, ma abbiamo già registrato nove brani nuovi, sempre strumentali e di vario genere, scritti (separatamente) da tutti e tre. Li abbiamo registrati in presa diretta nello studio di Paolo, il quale si sta occupando anche del mix.
PINO: Avete fatto/farete dei live in futuro? Anche all’estero?
Si, abbiamo fatto diversi live in questi tre/quattro anni, perlopiù nel triveneto ma siamo riusciti a fare anche una breve trasferta a Berlino per un paio di serate. E speriamo di farne altri presto, per promuovere il prossimo album!
MAX: Avete un etichetta? Cosa ne pensate delle agenzie di promozione live?
Per ora non abbiamo etichetta, ci siamo autoprodotti e non sappiamo bene se valga la pena aggregarsi a una o meno. Direttamente non ho mai avuto rapporti con agenzie di promozione, però mi è capitato di suonare in altri progetti che avevano serate o tour organizzati. E non so, da una parte è molto comodo avere qualcuno che organizzi tutto, concerti, orari, logistiche varie, ma non sempre ciò che si trova è all’altezza delle aspettative. Questo non perchè si abbia chissà che pretese, ma a volte si rimane veramente delusi da alcune soluzioni decise dall’agenzia. Forse sarebbe meglio arrangiarsi per avere ciò che si desidera, ma chiaramente comporta una quantità di tempo e di fatica incredibile!
PINO: Nella discussione trovate il link al vostro video, perchè avete scelto questa canzone?
Abbiamo scelto “Paraneue” perchè è il brano che più di tutti racchiude quello che succede all’interno del disco, tra progressive, metal, qualche sprazzo di jazz e altre sonorità. Un gran mix musicale! Grazie mille per l’intervista e per il vostro lavoro di supporto delle realtà locali, in un periodo come questo è fondamentale! Daje!
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Instagram: https://www.instagram.com/efremscacco/ (profilo personale)