Intervista ai Delirium X Tremens!
PINO: Ciao ragazzi presentatevi, come vi siete approcciati alla musica?
Ciao sono Pondro bassista dei DELIRIUM X TREMENS death metal band dalle Dolomiti bellunesi. Personalmente la mia passione per la musica nasce da bambino quando mia madre in auto mi faceva ascoltare i Beatles a manetta, credo di conoscerne la discografia senza averne mai volutamente ascoltato nemmeno una canzone. Poi ascoltando Got The Time degli Anthrax ebbi la folgorazione per il riff di basso iniziale e decisi che avrei dovuto prendere in mano anche io quello strumento così potente. Il resto è storia anche perché ormai parliamo di parecchi anni fa avendo io 45 anni suonati.
MAX: Come vi siete conosciuti e come è nata la vostra band?
I DELIRIUM X TREMENS nascono nel 1998 come cover band delle nostre band death metal preferite, poi nel 2001 abbiamo deciso che era giunto il momento di creare qualcosa di nostro. Da li sono nati CyberHuman il nostro primo Ep del 2003, seguito da CreHated From No_Thing nostro primo album completo del 2007 e poi successivamente Belo Dunum (2011) e Troi (2016). La band attuale è totalmente diversa da quella con la quale siamo partiti, della formazione originale siamo rimasti solo io e Ciardo (voce) che ci siamo conosciuti in un locale di Belluno tramite il batterista di allora. Med il chitarrista attuale suona con noi dal 2001 e lo conoscevo già perché quando iniziai a muovere i primi passi nella musica avevamo una piccola band assieme, infine Ruben è il nostro nuovo drummer, che è con noi dal 2020, lo abbiamo contattato quando il nostro batterista ci ha lasciato e da li è nata la nostra collaborazione.
PINO: Descrivete il genere musicale della vostra band. Quali artisti hanno influenzato la vostra scelta musicale?
Noi definiamo il nostro modo di fare death metal come DOLOMITIC DEATH METAL, in quanto le tematiche che ci accompagnano sono legate a storie, leggende e racconti delle Dolomiti. Le nostre influenze musicali sono molteplici dal thrash metal al black passando per il death ma non si fermano solo li, siamo altresì influenzati dal rock (anche italiano) e dalla musica tradizionale delle nostre zone, amiamo molto i cori alpini e di montagna. Le band da citare sarebbero troppe diciamo che con gli ultimi 2 album abbiamo cercato di creare un sound il più possibile personale e riconoscibile fondendo assieme tutti gli elementi che hanno influenzato.
MAX: Cosa avete portato a compimento finora e qual’è il lavoro che avete prodotto, al quale siete più legati?
Come ti dicevo abbiamo pubblicato fino ad ora CyberHuman nel 2003, CreHated From No_Thing nel 2007, Belo Dunum del 2011 e Troi del 2016 e proprio in questi giorni sta per uscire un singolo intitolato THE WHALE’S FUNERAL in edizione limitata in vinile 7”. Abbiamo inoltre diverse versioni delle nostre varie uscite a seconda dell’etichetta per le quali sono uscite (alcuni dischi sono stati ristampati in Messico, Serbia e Canada). Direi che siamo legati a tutte le nostre uscite perché ognuna è la fotografia perfetta di quella che era o è la band al momento. Inoltre sono tutte frutto di un grande lavoro di ricerca musicale e concettuale. Forse quelle che ci rendono più orgogliosi sono Belo Dunum e Troi perché da li in poi siamo riusciti a sviluppare un sound che ci soddisfacesse a pieno e che riteniamo sia riconoscibile e personale.
PINO: Parliamo del vostro ultimo lavoro pubblicato. Quali sono le tematiche dell’artwork e dei testi?
THE WHALE’S FUNERAL è un singolo che narra una delle vicende legate ai Misteri di Alleghe (se non conoscete questa storia sanguinosa fate una ricerca in rete e non ve ne pentirete) tematica che stiamo sviluppando per il nuovo full length, l’artwork è stato disegnato dall’artista Tania Bacchion e rappresenta il cupo funerale del quale si parla nella canzone. Teniamo molto che tutti gli aspetti, musicale, lirico e visivo siano intimamente connessi e legati tra loro e una parte non può prescindere dall’altra.
Uscirà in una speciale edizione limitata in 69 copie in vinile 7 pollici ma sarà fruibile a tutti in formato digitale e ne trarremo anche un lyric videos.
MAX: Qual’è, a parer vostro, la band più sopravvalutata del Rock/Metal?
Domanda difficile e alla quale ognuno di noi risponderebbe diversamente, e comunque chi ha successo ha sempre ragione che piaccia o meno, diciamo che personalmente non mi capacito del successo dei Ghost ma se hanno così tanto seguito vuol dire che hanno ragione loro e il limite è mio. Ma no loro proprio non mi piacciono.
PINO: Raccontateci un anedotto particolarmente divertente che vi è capitato
Ne avrei 100 da raccontare e non basterebbe una giornata per tirarli fuori tutti, abbiamo suonato molto in Italia e anche all’estero e quindi situazioni divertenti ne sono capitate, alcune rimosse grazie all’alcool. Una cosa che mi fa sorridere sempre è che per un periodo molta gente si ricordava di noi anche grazie al fatto che avevamo sempre una buona scorta di grappa al seguito.
MAX: Come immaginate la vostra band fra 10 anni?
Domanda difficile, abbiamo tutti o quasi passato i 40 e alcuni di noi hanno famiglia ma non ci sentiamo ancora abbastanza vecchi ed appagati per mollare il colpo, credo che proseguiremo nel nostro percorso musicale fintanto che questo soddisferà la nostra fame artistica e suoneremo su un palco fino a quando le forze ce lo permetteranno. Sicuramente siamo degli ossi duri e non sarà facile liberarsi di noi. Diciamo che non puntiamo a diventare delle rockstar ma a continuare a fare musica per noi stessi.
PINO: Se poteste aprire il concerto della band dei vostri sogni, quale sarebbe?
Anche qui ognuno di noi ti darebbe una risposta diversa io ti direi i DEATH ma sarà per sempre un sogno.
MAX: Avete fatto/farete dei live in futuro? Anche all’estero? Avete un etichetta? Cosa ne pensate delle agenzie di promozione live?
Abbiamo avuto la fortuna di suonare molto in Italia e anche un po’ all’estero (Austria, Slovenia, Bulgaria, Romania e Croazia a memoria) supportando tante band che amiamo come Asphyx, Belphegor, Napalm Death, The Hunted, Elvenking, Tankard e non ricordo più chi. Da questo punto di vista siamo stati fortunati ad avere la possibilità di condividere certe esperienze con alcuni dei nostri eroi e con qualcuno di diventare anche amici. Fin dal nostro primo album collaboriamo con l’etichetta di Biella PUNISHMENT 18 RECORDS, e con Corrado (il proprietario) ormai si è creato un rapporto che va oltre la semplice collaborazione artista/discografico. Siamo diventati amici crescendo assieme (siamo stati la sua seconda uscita di sempre) ed aiutandoci a vicenda e posso dire che collaborare con lui per noi è un onore, è difficile trovare qualcuno che non cerchi di influenzare le tue scelte artistiche e che lasci campo libero al 100% ad un musicista. Sulle agenzie di promozione non ti so rispondere più di tanto, ci siamo appoggiati raramente alle agenzie con risultati alterni. Ci siamo quasi sempre autogestiti dal punto di vista dei live andando a concerti conoscendo gente e gestori dei locali e scambiando date con altre band. Per quel poco che abbiamo potuto vedere all’estero c’è però molta più serietà e precisione nell’organizzare eventi o tour. Sicuramente anche in Italia ci sono delle realtà valide ma ripeto avendo poca esperienza in tal senso non ho molti elementi di valutazione.