Intervista ai Bottomless! 20_09_2023

PINO: Ciao ragazzi presentatevi, come vi siete approcciati alla musica?
Ciascuna storia è diversa, dunque qui posso risponderti più che altro sul mio caso. Il mio primo ricordo in assoluto è legato a “End of the Line” dei Traveling
Wilburys. Ballavo davanti al videoclip in TV quando avevo tre o quattro anni (1991 o 1992) e non volevo fare altro che ascoltarla di continuo. A undici anni afferrai una chitarra classica scassata e mia madre, che aveva studiato chitarra in Spagna da ragazza per qualche mese, mi insegnò l’arpeggio base di Juegos Prohibidos. Quello fu il preciso istante in cui la musica divenne un’ossessione e che mi portò a tuffarmici anima e corpo.
MAX: Come vi siete conosciuti e come è nata la vostra band?
David e io suoniamo insieme dal 2004. Abbiamo condiviso e condividiamo una caterva di gruppi insieme. Fra questi, i Bottomless nascono nel 2016 durante un mio tentativo di trasferimento a Bologna, città nella quale David vive dal 2011. Con Sara, invece, ci siamo conosciuti andando in tour insieme nel 2017 coi rispettivi gruppi death grind, Haemophagus e Restos Humanos. Già alla fine di quell’anno vivevamo insieme e dopo un po’, più o meno nel 2018, lei entrò nel gruppo al basso.
PINO: Descrivete il genere musicale della vostra band. Quali artisti hanno influenzato la vostra scelta musicale?
Suoniamo heavy doom metal. La nostra luce nel buio sono sempre stati i Black Sabbath, ossessione primordiale che ci accompagna da quando abbiamo memoria individuale. Pur amando ogni singola epoca, ogni singolo cantante e ogni singola incarnazione, come gruppo sentiamo l’influenza del periodo che va da Heaven and Hell a Born Again. In realtà accogliamo un ampio raggio di heavy, hard e doom antico. Nella nostra musica puoi sentire echi dei pezzi più lenti dei Manilla Road, Pentagram/Bedemon, Solitude Aeturnus, Cirith Ungol, Saint Vitus (specie periodo Reagers), Candlemass, MSG, Mercy e molto altro.
MAX: Cosa avete portato a compimento finora e qual’è il lavoro che avete prodotto, al quale siete più legati?
Abbiamo pubblicato due album. Il primo, omonimo, è uscito nel 2011 per l’italiana Spikerot Records. L’ultimo, intitolato “The Banishing”, è uscito il 25 agosto di quest’anno per la tedesca Dying Victims Productions. Nonostante le solite difficoltà organizzative siamo molto contenti di aver pubblicato quest’ultimo disco, specie con un’etichetta tanto operativa e con un roster così credibile come quello di DVP.
PINO: Parliamo del vostro ultimo lavoro pubblicato. Quali sono le tematiche dell’artwork e dei testi?
Nelle fasi iniziali di scrittura avevo pensato al verbo “to vanish”, svanire, quindi a qualcosa come “the vanishing”, la sparizione. Sara mi diede lo spunto per cambiare leggermente il concetto e propose “The Banishing”, che intendiamo come l’essere banditi da un luogo o da un tempo. Questa è musica per disadattati che non hanno la minima voglia di uniformarsi alle regole del mondo contemporaneo. La foto è stata scattata a gennaio dell’anno scorso dal nostro amico Marco Zanin, bassista dei Messa, all’interno di una chiesa rimasta incompiuta in provincia di Vicenza. Faceva freddino, cazzo! I testi parlano di magia, morte, dannazione e della sparizione dei ricordi.
MAX: Qual’è, a parer vostro, la band più sopravvalutata del Rock/Metal?
Fra i colossi del rock odierno penso che gli Arctic Monkeys siano davvero una merda di gruppo. Mentre andavamo a vedere i Maiden a Milano a luglio incrociavamo i loro fan in metropolitana e ci chiedevamo come facesse un gruppo così inutile ad attirare una tale massa di gente.
PINO: Raccontateci un anedotto particolarmente divertente che vi è capitato
A giugno abbiamo suonato con i nostri idoli, gli Obsessed, al Legend di Milano. La prima cosa di cui volevano parlare Wino e sua moglie Sharlee era la carbonara! Volevano sapere quale fosse il modo migliore per farla. Sono stati tutti davvero mitici, mi sono tolto lo sfizio di chiedere a Wino alcuni dettagli da nerd in merito ad alcuni pezzi degli Obsessed e dei Saint Vitus che amo molto e Sara ha parlato a lungo di moto e chopper con lui.
MAX: Come immaginate la vostra band fra 10 anni?
Sempre nella nostra cripta umida, magari con un poster mezzo staccato dei Devil Childe su una parete.
PINO: Se poteste aprire il concerto della band dei vostri sogni, quale sarebbe?
Davvero difficilissimo rispondere. Così di getto ti direi Pentagram periodo Relentless o Black Hole da qualche parte a Verona negli ’80s,
MAX: Avete fatto/farete dei live in futuro? Anche all’estero? Avete un etichetta? Cosa ne pensate delle agenzie di promozione live?
Si, abbiamo suonato dal vivo ma abbiamo cominciato ad attivarci proprio durante il periodo dei vari lockdown, scelta sfigata e direi molto doom. Adesso abbiamo alcuni concerti in programma a ottobre a Ravenna, Bologna e nella zona di Bassano del Grappa, oltre a un paio di fest in Germania già confermati per l’anno prossimo.
Un messaggio che vi rappresenta da lasciare ai seguaci di Naonian Alliance:
Dite di no ai trigger, si all’alcool e andate a recuperare la ristampa dei Witchslayer di Chicago per Cult Metal Classics!