Unethical Dogma_13/03/2024

PINO: Ciao ragazzi presentatevi, come vi siete approcciati alla musica?
Ciao, noi siamo Unethical Dogma e siamo cinque membri: Giacomo, Davide, Francesco, Gianluca e Thomas. Il nostro approccio alla musica è stato principalmente un tramandamento di passione da parte dei nostri genitori e parenti, alcuni musicisti e altri semplicemente appassionati, i quali ci hanno dato le basi per poi intraprendere il nostro percorso musicale personale.
MAX: Come vi siete conosciuti e come è nata la vostra band?
I fondatori della band sono Giacomo e Davide, amici di vecchia data che si sono conosciuti in una sala prove sgangherata grazie ad un amico in comune, quando Davide strimpellava la chitarra a tempo perso e Giacomo emetteva suoni che non si potevano definire scream. Unethical Dogma è nato diversi anni dopo, precisamente nel 2021 – e con un altro nome – e la musica prodotta non era altro che qualcosa di molto confuso in termini di influenze e composizione, ma una cosa è sempre stata chiara ai due fondatori: creare un progetto serio e degno di nota. I membri iniziali sono stati sostituiti via via fino a trovare la formazione attuale. Il primo a trovare posto nella band è stato Francesco, bassista, il quale ha portato non poco metodo compositivo e contribuito fortemente a delineare le influenze principali della band.
Dopodichè si è aggiunto Gianluca, che da ora chiameremo Ginger, dando un’ulteriore scossa stilistica alle parti di batteria, cosa che era assolutamente necessaria. Infine Thomas, colpito dal sound inusuale che nei mesi di ricerca aveva iniziato a svilupparsi, è entrato nella band a Novembre 2022 e fin da subito ha portato uno degli elementi che riteniamo più unici di questo gruppo, ovvero uno stile e una tecnica negli assoli che siamo stati più che contenti di inserire.
PINO: Descrivete il genere musicale della vostra band. Quali artisti hanno influenzato la vostra scelta musicale?
La nostra musica è fortemente influenzata dal djent e dal progressive metal in stile Meshuggah, senza però escludere band moderne quali Monuments, Periphery ecc… Nei nostri brani c’è una varietà di suoni e stile che solitamente non si sentono nel djent più comune e crudo, dettaglio che ci è stato fatto presente più di qualche volta. Questo è sicuramente legato al fatto che ognuno di noi porta nel progetto influenze e stile personali da stili anche diversi dal metal. Ad esempio i puliti di Giacomo, che non sono sicuramente una novità nel genere ma nemmeno l’elemento principale; gli assoli di Thomas che esulano dai comuni shred che nel metal ci si abitua a sentire; i groove di Ginger che talvolta derivano da stili diversi dal metal; infine, l’utilizzo di elettronica con basi strumentali e produzioni. Di sicuro ci piace sperimentare, pur mantenendo una base solida di riferimento compositivo. Davide infatti, principale compositore ritmico dei brani, è molto selettivo nella scelta dello stile e ha influenze piuttosto precise. É quello che viene costruito attorno alla sua composizione che fa la differenza.
MAX: Cosa avete portato a compimento finora e qual è il lavoro che avete prodotto, al quale siete più legati?
Sono tanti gli obiettivi e le soddisfazioni che siamo riusciti a raggiungere in questi primi mesi di carriera musicale, e non ci riferiamo solamente alla semplice pubblicazione di brani o di uscite live, ma anche l’acquisizione di esperienza, la possibilità di lavorare con professionisti che ci aiutano nel nostro percorso a sviluppare il nostro sound, la nostra immagine e i nostri obiettivi.
Sicuramente il nostro ingresso ufficiale nella scena metal italiana, BLOOD, il primo singolo da noi pubblicato, ha sondato un po’ il terreno come a verificare che la nostra musica potesse essere apprezzata. Siamo stati molto contenti dei risultati ottenuti con BLOOD e ora vedremo come se la caverà DUSK, il nostro primo EP che è uscito a Gennaio di quest’anno. Abbiamo lavorato duramente per portare a termine questo lavoro, sia per cercare di uscire con un suono il più possibile curato, sia per promuoverlo al meglio con contenuti e sponsorizzazioni adeguate. Ovviamente la nostra proposta non si fermerà qui, anzi, abbiamo ancora molto da dire.
PINO: Parliamo del vostro ultimo lavoro pubblicato. Quali sono le tematiche dell’artwork e dei testi?
DUSK è un racconto che parla di follia, di ossessioni e di malattia mentale. È una tematica sviluppata da Francesco, il quale ha scritto di proprio pugno il racconto sul quale si basano i nostri brani, i quali ripercorrono le vicende che si sviluppano nell’arco di una notte e che vedono il protagonista John, normalissimo essere umano della più normale esistenza, impazzire e perdere il controllo sulla sua mente, pezzo dopo pezzo, fino a delirare completamente in un turbine di follia e paura, rivivendo esperienze traumatiche e difficili della sua esistenza, che altro non sono i motivi per cui esce di senno. Ci sono un paio di riferimenti reali nel racconto che sono stati inseriti a scopo creativo. Ad esempio INSOMNIA, è fondamentalmente un incubo vissuto da Francesco, il quale nel sogno vede, mentre ha gli occhi chiusi, una fortissima luce che gli impedisce di dormire, cosa che lo fa letteralmente impazzire. O ancora, PARALYSIS, racconta di una paralisi del sonno con annesso falso risveglio vissuta da Davide. Questi elementi più la fantasia hanno dato le parole per i testi composti da Giacomo, così come il sound ricercato per ogni brano.
MAX: Qual’è, a parer vostro, la band più sopravvalutata del Rock/Metal?
Dalla regia dicono AC/DC perché hanno basato un’intera carriera su tre accordi e un groove di batteria sempre uguale. Poi comunque in tanti odiano i Nickelback.
PINO: Raccontateci un anedotto particolarmente divertente che vi è capitato
Probabilmente l’evento più tragicomico è stato quando in fase di registrazione dell’EP Francesco, in presenza di Davide e Thomas, si è accorto di aver registrato tre quarti di EP con il pickup del basso sbagliato, provocando non poca agitazione sul momento e cercando oltremodo di convincere sé stesso che usare il pickup al manico andava ugualmente bene e anzi, numerosi fantomatici vantaggi erano assicurati, il tutto per non dover affrontare lo scoraggiamento preferibilmente evitabile di dover ricominciare tutto da zero. Volano parole, si accende un poderoso dibattito finché, con l’ultimo accesso di collera, alla fine Francesco ri-registra tre canzoni in 30 minuti, spinto e guidato da una bruciante rabbia che gli permette di concludere il lavoro in tempi record.
MAX: Come immaginate la vostra band fra 10 anni?
Fin da subito ci è sempre piaciuto pensare in grande, come sicuramente accade a chiunque cominci un nuovo progetto. Tra 10 anni ci immaginiamo condividere i palchi assieme alle band a cui ci ispiriamo, poter fare in modo che la musica sia la parte principale della nostra vita e che possa essere apprezzata da molte persone. Abbiamo un sincero desiderio di trasmettere qualcosa a chi ci ascolta, e allo stesso modo vogliamo diventare bravi musicisti, fare molta esperienza, creare qualcosa di nuovo, con il tempo e la dovuta pazienza e poter suonare il più possibile.
PINO: Se poteste aprire il concerto della band dei vostri sogni, quale sarebbe?
Davide direbbe sicuramente Meshuggah, e molto probabilmente non sarebbe l’unico. Anche se qualcuno uno sfizio di questo genere se lo è già tolto quando abbiamo suonato in apertura ai Destrage al Factory di Verona
MAX: Avete fatto/farete dei live in futuro? Anche all’estero? Avete un etichetta? Cosa ne pensate delle agenzie di promozione live?
Attualmente abbiamo uno storico di una decina di date a partire da Settembre 2023, tutte date italiane. Il 3 Febbraio siamo partiti con un’altra manciata di date che sfrutteremo per far girare un po’ il nostro DUSK e continuare a farci le ossa nel contesto live. Attualmente non abbiamo un’etichetta ma è una cosa sulla quale vorremmo lavorare nel prossimo futuro. Abbiamo tanto lavoro da fare e questo è uno di quelli. In ogni caso al momento stiamo collaborando con Hero Agency, la management che ci segue da diversi mesi con le nostre uscite e strategie di pubblicazione, ma non per ultimo buona parte del comparto live. Hero Agency ci sta dando un aiuto non indifferente a far girare il nostro nome e a trovare spazio per suonare live, perchè soprattutto all’inizio per una band nuova è sempre un po’ difficile riuscire a trovare occasioni per poter suonare live: nessuno conosce la band e va tutto costruito da zero, ma chiaramente fa parte della necessaria gavetta. Siamo ben contenti e disposti a mettere le mani in pasta.
Un messaggio che vi rappresenta da lasciare ai seguaci di Naonian Alliance:
Se credi in qualcosa,investici.