PINO: Ciao ragazzi quando e come è nato il progetto Canticum Diaboli?
Il progetto è stato creato da Apostata nel lontano 2014. Dopo la pubblicazione della prima
demo sono sorte numerose difficoltà riguardanti la lineup. Ciò nonostante, il membro
fondatore e il chitarrista solista Laevus sono riusciti a tener vivo il progetto in studio finché
non sono state trovate le persone giuste con cui suonare.
MAX: Il Black Metal sembra rappresentare bene le vostre sonorità, vi riconoscete in
questo genere?
Ci rispecchiamo molto nel nostro genere perché amiamo la velocità e la blasfemia. Il Black
Metal è un genere fatto di riff rapidi e taglienti ed è a tratti brutale e a tratti più atmosferico.
Pensiamo anche che meglio di altri sottogeneri si presti particolarmente bene per testi
cantati lingua italiana, perché ci permette di dar voce alla ribellione contro litanie e rigide
ritualità e all’interesse verso un oscuro passato medievalesco.
PINO: Quali artisti hanno influenzato la vostra scelta musicale?
Siamo stati ispirati in modi diversi da numerosi artisti. Una band che musicalmente ci ha
dato molto sono stati gli italiani Imago Mortis, che hanno influenzato molto i nostri testi,
immagini e temi. Musicalmente siamo stati influenzati da Dark Funeral, Behexen,
Decapitated
MAX: Parlateci del vostro full – length De Flammis et Dei Ruina . Quali sono le
tematiche dell’artwork e dei testi?
De Flammis et Dei Ruina è un racconto che da una versione alternativa dell’Apocalisse
medievale. I testi dipingono un mondo distopico di fiamme e dolore, in cui il Demonio si
vendica di tutti quei peccatori che hanno scelto di servire Dio e si riprende con la forza il
mondo che gli spetta. L’artwork dell’album, disegnato dallo stesso Apostata, rappresenta
l’esito di questa storia: il Diavolo vittorioso e in gloria, circondato dagli astri e dai simboli
degli elementi che formano il creato.
PINO: Cosa ne pensate della scena Black Metal Italiana.
A livello musicale il Black Metal italiano propone del materiale molto valido e che non ha
nulla da invidiare alle band di altri paesi. A livello personale abbiamo incontrato molti artisti
che hanno condiviso volentieri le loro idee e che ci hanno incoraggiato a continuare a
percorrere la nostra strada, e questo è davvero molto importante per una band
underground. Per questi motivi pensiamo che sia necessario promuovere il più possibile la
scena e organizzare eventi che permettano alle band di esibirsi in regioni diverse e di farsi
conoscere a un pubblico sempre diverso.
MAX: Se poteste andare in tour con una band, quale sarebbe?
Ogni membro ha idee diverse a riguardo, ma al momento ci piacerebbe realizzare una
delle seguenti opzioni: condividere un tour o con una delle band che hanno fatto la storia
del Black Metal italiano, per esempio gli Imago Mortis, oppure andare insieme a delle band
underground locali.
PINO: Avete in cantiere qualche nuova pubblicazione?
Attualmente stiamo dando vita al nostro secondo full lenght, abbiamo ultimato la scrittura
della musica e vogliamo completare a breve la stesura dei testi.
Rispetto al primo album abbiamo voluto dare ai pezzi una dimensione molto più
“sanguigna” e reale: abbiamo raccolto varie storie in giro per l’Italia i cui personaggi, che
siano essi veri o leggendari, hanno a che fare con il lato più corrotto e ipocrita della
Chiesa.
Grazie anche a espedienti come il racconto in prima persona, il nostro obiettivo è di
catapultare l’ascoltatore nel nostro regno di terrore ignoranza e paura proveniente
dall’epoca del tardo medioevo
Con un po’ di fortuna presto inizieremo a fare sul serio con le registrazioni!
MAX: Avete fatto/farete dei live in futuro? Anche all’estero?
Nel corso degli anni abbiamo avuto l’onore di partecipare a diversi eventi di una certa
rilevanza nella scena black nostrana; abbiamo aperto a band come Infernal Angels,
Whiskey Ritual e Sedna.
Questo gennaio siamo stati invitati ad un evento a Zurigo ed è stata una esperienza
interessante mettere il naso fuori Italia.
A livello organizzativo le cose naturalmente si fanno più complicate, ma la cosa importante
è stata vedere una bella partecipazione durante il live e un clima caldo e accogliente in
generale.
PINO: Avete collaborato con un’etichetta? Se si, vi ha aiutato nell’organizzazione di
qualche concerto live?
Finora non abbiamo collaborato con nessuna etichetta perchè quelle che abbiamo
contattato non ci hanno proposto progetti particolarmente interessanti.
Per il primo album e per l’EP abbiamo scelto la via dell’autoproduzione ma per le prossime
pubblicazioni abbiamo già in mente di affidarci a qualcuno che possa aiutarci nella
distribuzione e idealmente anche all’organizzazione di eventi live.
PINO e MAX: Un messaggio che vi rappresenta da lasciare ai seguaci di Naonian
Alliance:
Ringraziamo tutta la direzione di Naonian Alliance e tutti quei fedeli sodali che hanno letto
l’intervista. Non smettete mai di essere curiosi e supportivi verso la scena musicale
underground locale, soprattutto per quanto riguarda sottogeneri meno popolari come il
nostro!