Outcast Prophet_11/09/2024

PINO: Ciao ragazzi quando e come è nato il progetto Outcast Prophet?
Ciao Pino, il progetto Outcast Prophet è iniziato nel 2018 dall’incontro di Oliver Barbieri e Nicolò De Rossi, rispettivamente batteria e basso. Frequentavamo la stessa scuola di musica a Mestre e conoscendoci abbiamo capito di condividere la stessa passione per la musica pesante e le stesse ambizioni, volevamo lasciare anche noi il segno nel panorama Metal come i nostri idoli. Così abbiamo iniziato a cercare nella nostra città il resto dei componenti per fondare una band. Il primo ad arrivare è stato Giacomo Frison, la nostra chitarra solista, che ha portato alla formazione un notevole contributo per la stesura dei brani. Alla voce si aggiunse Andrea Chinellato, con il quale cominciammo a delineare la nostra identità pubblicando i primi due singoli a fine 2020 e inizio 2021. Ci accorgemmo presto che ci serviva una seconda chitarra per arricchire in studio e dal vivo il nostro sound e Giuseppe Ugo Mazzone fece il suo ingresso stabilmente come chitarra ritmica, aggiungendo la pesantezza che cercavamo. Con questa formazione abbiamo rilasciato un altro singolo e nel 2023 il nostro primo lavoro organico, l’ep “Ghostless” che è stata un esperienza decisiva per la nostra maturazione e per conoscerci più a fondo tra di noi. Più recentemente Andrea Chinellato ha lasciato il posto dietro al microfono a Giorgio Maurizio, che ha sancito l’inizio di una nuova fase per gli Outcast Prophet.
MAX: Il Metalcore sembra rappresentare bene le vostre sonorità, vi
riconoscete in questo genere musicale?
Il termine Metalcore potrebbe essere un buon riassunto per descrivere il Metal moderno di cui vogliamo farci portavoce, però non vogliamo che l’etichetta di un genere ci ponga delle restrizioni. “Ghostless” contiene richiami musicali a generi anche molto distanti, come nel caso di “Teetering on the brink of death” dove un orecchio attento può accorgersi dell’uso di armonie tipiche del Flamenco. Ultimamente stiamo sperimentato con le contaminazioni elettroniche che ci hanno sempre affascinato.
PINO: Quali artisti hanno influenzato la vostra scelta musicale?
Ognuno di noi proviene da ascolti musicali diversi, è uno dei nostri punti di forza perché permette di proporre soluzioni molto diverse tra loro durante la composizione. Ogni componente porta il suo bagaglio personale alla stesura dei brani, tra di noi c’è chi ama di più sonorità tipiche del metal anni ’80 o progressive e chi invece Deathcore. La nostra dedizione a questo genere musicale arriva da band come Iron Maiden passando a gruppi più moderni come Tool e Dream Theater. L’ascolto di artisti come questi ci ha permesso di comprendere quanto per noi significhi la musica. Sicuramente Slipknot, Jinjer, Animal As Leader, per citarne alcuni hanno influenzato l’immagine e il sound degli Outcast Prophet.
MAX: Parlateci delle vostre pubblicazioni. Quali sono le tematiche
dell’artwork e dei testi?
Le tematiche, che sono state portate fino ad ora dall’ex cantante, danno una visione introspettiva della condizione umana. In particolar modo, il nostro ultimo lavoro “Ghostless” sviscera il tema del cambiamento, la dualità “vita / morte” e tutto quello che c’è dopo. L’artwork di “Ghostless” vuole rappresentare la fragilità della bellezza. Fragile è anche la condizione umana così come raccontata all’interno dell’EP. Tutto diventa instabile e fonte di incertezze quando si vuole raggiungere uno scopo. Ed è necessario affrontare considerazioni ed emozioni anche dolorose per sentirci liberi e concepire una nuova visione di noi stessi. Lo stesso termine “Ghostless” è un invito a darsi da fare qui ed ora nel mondo materiale, perché una volta che avremo scoperto che non esiste altro dopo la fine cosa resterà di noi? Con l’avvento di Giorgio Maurizio, il nostro nuovo cantante, non mettiamo in dubbio che le tematiche possano cambiare, ciò nonostante, cercheremo il più possibile di fare testi sempre più accattivanti e che offrono uno spunto di riflessione all’ascoltatore.
PINO: Cosa ne pensate della scena Metal Italiana?
L’Italia sicuramente non è un paese dove il Metal gode di visibilità a differenza di altre nazioni, ed è un peccato perchè ottimi artisti non hanno le stesse possibilità di essere notati e avviare stabilmente la loro carriera musicale, come nel caso di altri generi più “mainstream”. C’è molto pregiudizio nei confronti del Metal in Italia. L’ambiente “underground” è ricco di artisti e gruppi molto validi ma solo in pochi ce la fanno veramente. È fondamentale l’esistenza di realtà come la vostra dove si possono costruire basi solide per la promozione del Metal Italiano.
MAX: Se poteste andare in tour con una band, quale sarebbe?
Sicuramente si tratterebbe di una band che abbia da insegnarci come fare questo lavoro, sognando ad occhi aperti potremmo dire Rammstein per imparare come fare un concerto che sia anche uno spettacolo. La componente visiva è fondamentale per le esibizioni oggi.
PINO: Avete in cantiere qualche nuova pubblicazione?
Sì, stiamo ultimando tre brani che molto probabilmente faranno parte del nuovo album. Tre canzoni abbastanza diverse tra loro, che rappresentano le nostre sfaccettature. In ognuna ci saranno delle incursioni in sonorità potremmo dire inaspettate. Stiamo raccogliendo le idee per capire che forma avrà il nuovo lavoro. Ci sarà un filo conduttore che permetterà agli ascoltatori di entrare nel nostro mondo.
MAX: Avete fatto/farete dei live in futuro? Anche all’estero?
Ci siamo esibiti in piccole realtà locali e siamo stati vincitori del contest organizzato dall’associazione “Drugs, Cancer and Rock’n’Roll”, che ci consentirà di esibirci al Revolver Club di San Donà di Piave. Siamo alla ricerca di occasioni per poter far conoscere a più persone possibili la nostra musica e dimostrare la passione che ci mettiamo. Stiamo considerando di guardare anche al Nord e all’Est Europa.
PINO: Avete collaborato con un’etichetta? Se si, vi ha aiutato
nell’organizzazione di qualche concerto live?
Attualmente non abbiamo ancora collaborato con nessuna etichetta, ma potrebbe esserci d’aiuto per tracciare la rotta verso il nostro futuro, potendo contare su figure che possano sostenerci nel percorso.
PINO e MAX: Un messaggio che vi rappresenta da lasciare ai seguaci di
Naonian Alliance:
L’originalità e le nostre differenze sono fondamentali per produrre qualcosa di cui andare fieri. Non è necessario copiare ciò che già esiste, bisogna avere il coraggio di mischiare le carte in tavola cercando modi per superare sempre di più le proprie aspettative, osando, contaminando le influenze di uno con quelle dell’altro, creando un prodotto con un’identità che si possa distinguere dalle altre.