PINO: Ciao ragazzi presentatevi, come vi siete approcciati alla musica?
Davide: Ciao a tutti, qui Davide degli Shores Of Null. Come individui ognuno ha una storia a sé, ma posso dirti con certezza che la musica per tutti noi ha sempre rappresentato una priorità assoluta, in un modo o nell’altro.
Raffaele: Ciao a tutti anche da Raffaele, come dice anche Davide, la musica è il motore che ci spinge a vivere questa vita frenetica e che ci accomuna. La vision comune è quella di comporre, suonare live ed esprimere pensieri ed emozioni abbracciando ciò che più ci piace fare.
MAX: Come vi siete conosciuti e come è nata la vostra band?
Davide: Conosco personalmente Gabbo, uno dei due chitarristi, da molti anni, sin dai tempi in cui io cantavo negli Zippo (band stoner rock di Pescara) e lui suonava nei The Orange Man Theory (band death metal/hardcore romana). All’epoca eravamo sulla stessa etichetta Subsound Records e abbiamo avuto il piacere di condividere alcune date e anche tour europei, da lì è nata la nostra amicizia. L’amicizia tra Gabbo ed Emiliano va ancora più indietro, i due suonavano insieme in una cover band degli Iron Maiden già sul finire degli anni 90. La prima scintilla di quello che diventarono gli Shores Of Null scoccò a Raffaele, l’altro chitarrista, anche lui amico di vecchia data di Gabbo. Un giorno, Raffaele fa sentire a Gabbo dei riff e da lì nasce l’idea di mettere su una band con sonorità doom/gothic/black. A quel punto, venni contattato per mettere la voce su questo progetto, e 10 anni dopo siamo ancora qui.
PINO: Descrivete il genere musicale della vostra band. Quali artisti hanno influenzato la vostra scelta musicale?
Davide: Siamo un unione di diverse influenze, dal Doom al Gothic Metal, passando per le declinazioni più melodiche di Death e Black Metal, con parecchio spazio per la malinconia e le armonie vocali. In ordine sparso, gli artisti che ci hanno influenzato come band sono Paradise Lost, Katatonia, Enslaved, Opeth, Sentenced, e molti altri ancora.
MAX: Cosa avete portato a compimento finora e qual è il lavoro che avete prodotto, al quale siete più legati?
Davide: Abbiamo pubblicato 4 album più un live acustico, registrato al Traffic Club e pubblicato soltanto in formato digitale. Difficile scegliere un solo lavoro, ma ti dico “Beyond The Shores (On Death And Dying)”, il nostro disco del 2020 composto da un’unica traccia di 38 minuti.
PINO: Parliamo del vostro ultimo lavoro pubblicato. Quali sono le tematiche dell’artwork e dei testi?
Raffaele: Il nostro ultimo album, “The Loss Of Beauty”, è un’opera d’arte che rappresenta visivamente le tematiche profonde e le atmosfere che permeano il disco. L’immagine raffigura uno scheletro di Ikebana, ovvero le composizioni floreali giapponesi, simboleggiando la fusione di elementi naturali e l’estetica giapponese con l’idea di bellezza effimera e imperfetta. Questo richiama l’ispirazione del concetto wabi-sabi, che celebra la transitorietà e l’imperfezione delle cose, vedendole come fonte di bellezza. L’artwork cattura la filosofia centrale del nostro album, che esplora la bellezza nell’imperfezione e nella transitorietà.
I testi dell’album si intrecciano perfettamente con l’artwork per esplorare temi di malinconia, transitorietà e accettazione della vita così come è. Le canzoni riflettono spesso su concetti universali, creando una connessione emotiva con l’ascoltatore. Nonostante alcune tematiche possano sembrare oscure, c’è una sottostante aura di speranza e di bellezza nelle imperfezioni della vita. Gli elementi naturali e le metafore legate alla natura sono presenti nei testi, riflettendo il nostro profondo legame con il mondo naturale e la sua maestosità.
In sintesi, sia l’artwork che i testi di “The Loss Of Beauty” convergono per esplorare l’idea della bellezza che si trova nelle cose fragili e imperfette, incoraggiando l’ascoltatore a riflettere sulla propria relazione con il mondo circostante e con le proprie esperienze personali.
MAX: Qual’è, a parer vostro, la band più sopravvalutata del Rock/Metal?
Davide: Preferisco non risponderti a questa domanda, in generale se una band non mi interessa passo oltre, senza farmi troppe domande. Ci sono troppe band sottovalutate, questo sì.
PINO: Raccontateci un aneddoto particolarmente divertente che vi è capitato
Raffaele: Durante l’ultimo tour Europeo, con Swallow The Sun, Draconian e Avatarium sono successe un sacco di cose divertenti. Te ne racconto un paio.
Il 15 aprile è il mio compleanno e abbiamo suonato ad Aschaffenburg, in Germania. Alla fine del live sono arrivate sul palco due paia di mutande. Puoi immaginare ad un concerto doom una scena del genere? Personalmente mi ha divertito tantissimo.
Sempre nello stesso tour e sempre in Germania, a Lipsia, durante l’ultimo concerto di questa magnifica esperienza, il fonico ha sostituito il nostro outro di piano super triste, con un brano popolare finlandese molto allegro che ci ha accompagnato nei giorni precedenti, chiaramente scatenando le risate sul palco.
Andare in tour significa anche farsi tanti amici e vivere tantissime esperienze divertenti tutti i giorni.
Un giorno le raccoglierò in un unico file.
MAX: Come immaginate la vostra band fra 10 anni?
Raffaele: L’immaginazione non fa molto parte del nostro essere. Più che altro puntiamo agli obiettivi. Siamo sempre spinti dalla voglia di creare musica che prima di tutto piace a noi ma che possa soddisfare anche i gusti dei nostri fan più fidati e di quelli che arriveranno. Puntiamo a suonare su palchi sempre più prestigiosi, con band sempre più grandi. Puntiamo alla crescita della band, per poter portare la nostra musica il più lontano possibile.
Stiamo già lavorando su nuovo materiale e personalmente mi fermerò solo se eventi che non posso gestire mi obbligheranno a farlo.
Per rispondere alla tua domanda, tra 10 anni saremo in giro per il mondo a suonare e a dover fare un’enorme fatica per scegliere la scaletta da portare in giro, perché avremo composto nel frattempo almeno altri 3 album.
PINO: Se poteste aprire il concerto della band dei vostri sogni, quale sarebbe?
Davide: Iron Maiden vale come risposta? Senza scomodare i maestri, mi accontenterei di aprire un concerto, o magari un tour, dei Paradise Lost o degli Amorphis.
Raffaele: A breve apriremo finalmente ai Katatonia, al Metal Gates 2023 a Bucarest. È la mia band preferita. Credo che per il momento potrei sentirmi felice. Poi puntiamo agli Iron Maiden 
MAX: Avete fatto/farete dei live in futuro? Anche all’estero? Avete un etichetta? Cosa ne pensate delle agenzie di promozione live?
Raffaele: Secondo i miei calcoli abbiamo fatto più di 200 concerti in circa 8 tour europei e molti altri italiani. Non sono tantissimi in quasi 10 anni di attività ma penso che siamo una band sufficientemente attiva. Al giorno in cui scrivo ci aspettano il Metal Gates a Bucarest il 30 settembre e il Fall Fest a Helsinki il 4 novembre. A seguire ci saranno alcune date italiane che abbiamo da poco annunciato. Cerchiamo di non stare troppo fermi.
Siamo stati con Candelight/Spinefarm per i primi due album ma per Beyond The Shores e The Loss Of Beauty ci siamo affidati a Spikerot Records. Ci siamo trovati benissimo e ci ha veramente aiutati a crescere.
Per quanto riguarda le agenzie di promozione sono senza ombra di dubbio un aiuto, ma devi trovare le persone giuste e soprattutto devi darti da fare in prima persona. Se non dedichi tanto lavoro ed energia per promuoverti, l’agenzia da sola non può fare miracoli.
Un messaggio che vi rappresenta da lasciare ai seguaci di Naonian Alliance:
Raffaele: Un grazie a tutti i lettori che hanno dedicato parte del loro tempo a leggere queste risposte è doveroso. Spero tanto di incontrarvi in giro per i vari concerti.
Davide: Un saluto e speriamo di vederci presto ad un nostro concerto.