PINO: Ciao ragazzi presentatevi, come vi siete approcciati alla musica?Ciao! Siamo i Poison Blackout, band indipendente attiva da diversi anni nella scena alterantive rock nazionale. Ognuno di noi proviene da mondi musicali totalmente diversi, ma l’amore che abbiamo verso certe band del panorama Alt/Nu-metal ci ha fatto unire e conoscere così come siamo oggi.MAX: Come vi siete conosciuti e come è nata la vostra band?Federico: i Poison Blackout sono nati nel 2011, dall’idea di avere un mio progetto musicale, da lì ho sempre mantenuto lo stesso nome. Mi ha aiutato ad identificarmi nella scena, e in un certo senso anche ad acquisire una certa lore essendo che “siamo in giro da diverso tempo”. Gli attuali membri della band e del team che c’è alle spalle sono stati arruolati durante le situazioni e i momenti più disparati, da Lorenzo Venturelli (alla chitarra) che è al mio fianco dal 2017, a Lorenzo Beltrami (alla batteria) ingaggiato come turnista dopo avermi aiutato a produrre le nostre primissime demo nel 2018. Siamo una sorta di grande famiglia, abbiamo un fonico di fiducia, il nostro produttore, un’amica che ci aiuta nella ricerca di date, e un sacco di gente che collabora con noi da diverso tempo e ormai conosce il nostro modo di operare (videomaker, grafici, fotografi, ecc).PINO: Descrivete il genere musicale della vostra band. Quali artistihanno influenzato la vostra scelta musicale?Definirci in un unico genere è molto difficile, fortunatamente esiste il macro-genere Alternative Rock che ci viene sempre in soccorso quando non sappiamo cosa scrivere. Le nostre fonti di ispirazione principale sono le band che ascoltiamo ogni giorno, sebbene ognuno di noi preferisca nicchie diverse, spesso confluiamo su artisti importanti come Linkin Park, Bring Me The Horizon, Deftones, e affini. Ci sono poi sound più ricercati (stile certi brani dei The Contortionist), e riff iconici di varie band che possono spaziare tranquillamente dai Pantera fino ai Korn. Se dovessi fare un paragone con una band famosa che opera pressochè come noi, potrei dire i Papa Roach.MAX: Cosa avete portato a compimento finora e qual’è il lavoro cheavete prodotto, al quale siete più legati?Sebbene la band “esista” dal lontano 2011, abbiamo cominciato a lavorarci sul serio e puntare a rendere la musica una professione solo dal 2020, escludendo quindi il periodo pandemico, siamo abbastanza freschi. Piccoli traguardi raggiunti finora: il nostro brano di esordio “Silence”, pubblicato a Dicembre 2020, è rimasto primo in classifica su diverse radio del territorio nazionale. La première del singolo “One Love” è stata pubblicata in esclusiva per Metal Hammer. Il brano “Not Fair” è stato presentato sul prestigioso palco dell’Ariston in occasione della finale di Sanremo Rock. A Novembre 2021 abbiamo pubblicato il nostro primo album ufficiale “Inner Shelters And Starry Skies”, distribuito da Artist First. Grazie alla partecipazione durante l’anno su palchi storici ed eventi importanti tra Milano, Genova e Torino, specialmente nella scena Alt, la band ottiene un’impennata di ascolti e comincia ad affermarsi specialmente nel nord Italia. A Gennaio 2023 abbiamo pubblicato un nuovo EP, intitolato “Blood n’ Sins”, a cui è seguito un tour molto fortunato. A Gennaio 2024 abbiamo invece pubblicato il nostro ultimo singolo intitolato “Fix Myself”.PINO: Parliamo del vostro ultimo lavoro pubblicato. Quali sono letematiche dell’artwork e dei testi?Fix Myself è il nostro ultimo singolo pubblicato. Di chiaro carattere Nu-metal/Alternative, è energico, con strofe rappate, ritornelli melodici e breakdown in pieno stile Poison Blackout, con richiami agli iconici Papa Roach, Linkin Park e affini. Il brano tratta l’importante tematica della Self-Acceptance, ricordandoci che non potremo mai piacere a tutti, nemmeno se ci mettiamo d’impegno: “Aiutami a capire cosa c’è che non va in me, sto facendo del mio meglio ma non trovo un modo per aggiustarmi.”L’artwork è stato realizzato da un’artista di nome Pangocciolo, che aveva già collaborato con noi l’anno scorso.MAX: Qual’è, a parer vostro, la band più sopravvalutata del Rock/Metal?Non riteniamo giusto fare dei nomi, ma possiamo dirvi in cosa crediamo: gli unici numeri che contano davvero sono quelli sotto al palco. Sempre più spesso si vedono artisti con numeri altissimi su Instagram e su Spotify, che poi vanno a fare concerti nelle stesse location dove andiamo noi magari. C’è palesemente qualcosa che non quadra. Nei casi più fortunati alcune etichette e agenzie stanno facendo diverse manovre per “boostare” questi artisti, e per carità, è una cosa positiva che credano in loro, ma diffidate sempre dai numeri. Questo discorso si estende tranquillamente sia nell’underground sia sui palchi grossi.PINO: Raccontateci un aneddoto particolarmente divertente che vi ècapitatoUna volta avevamo spedito la nostra musica a una radio, ci hanno trasmessi e il dj diceva “Poison Blackout, che sound questa nuova band americana” (praticamente non aveva letto che fossimo italiani). Per diversi giorni ha pensato fossimo davvero americani, poi abbiamo deciso di contattarlo e abbiamo fatto amicizia.MAX: Come immaginate la vostra band fra 10 anni?La immaginiamo innanzitutto ancora attiva, che è una cosa da non sottovalutare. Stiamo facendo un buon percorso, e poco alla volta un po’ di sfizi ce li stiamo togliendo, quindi tra una decina di anni speriamo di essere arrivati il più in alto possibile.PINO: Se poteste aprire il concerto della band dei vostri sogni, qualesarebbe?L’apertura dei sogni non è più fattibile purtroppo, sarebbero stati i Linkin Park.Ci sono comunque diverse altre band che ci piacciono ma più che apertura dei sogni sarebbe bello aprire più serate possibili a band che hanno fans che potrebbero essere in target con quello che facciamo noi.MAX: Avete fatto/farete dei live in futuro? Anche all’estero?Avete un etichetta? Cosa ne pensate delle agenzie di promozione live?Ci piace molto suonare dal vivo, cerchiamo di tenerci più attivi possibile. Per il lancio di Fix Myself abbiamo fatto un piccolo tour di tre date ad esempio, è stato molto bello e appagante, ora attendiamo di svelare un po ‘di date estive. Stiamo anche lavorando a un concerto-evento molto più grosso, che sveleremo a breve, perciò occhi puntati sui nostri social. Proseguendo con la risposta poi: all’estero per il momento non ci siamo ancora stati, ci piacerebbe molto, ma non ci sono ancora la condizioni economiche per sostenere trasferte simili. Siamo senza etichetta, senza booking e operiamo da indipendenti, spesso facendo anche più cose di chi si affida a quelle pseudo-agenzie che lucrano sui sogni di noi artisti. In Italia di agenzie ce ne sono poche che sono davvero valide, è un discorso troppo complesso per farlo stare tutto in una risposta.Un messaggio che vi rappresenta da lasciare ai seguaci di Naonian Alliance:Siate sempre voi stessi, credete al 100% in ciò che fate, e non cambiate/fatevi cambiare per piacere agli altri, tanto ci sarà sempre qualcuno che avrà qualcosa da ridire.