COUNTRY OF ORIGIN: ITALY
LOCATION: TRIESTE, ITALY
FORMED IN: 2015
GENRE: BLACK METAL
Quando avete deciso di dedicarvi alla musica e perché? Ogni membro del progetto ha le proprie origini musicali e in linea di massima si può dire che ognuno si sia avvicinato alla musica in età adolescenziale, ciascuno per i propri motivi. Trovare uno scopo generale e univoco a tutti i componenti risulterebbe un pò difficile, anche perchè abbiamo età diverse e ognuno proviene da altre esperienze passate. Quello che possiamo dire però è che il progetto H è nato a fine 2015 da una collaborazione tra Riccardo e Christian con l’intento di unire idee ed esperienze musicali trascorse per la realizzazione di un disco che, oltre a tener conto delle influenze musicali, rispechiasse anche il nostro modo di fare. Chi sono i membri del gruppo? Collaborano tutti alla stesura delle canzoni? I membri principali sono Riccardo De Piccoli, chitarra e voce e Christian Castorina, chitarra e seconde voci.
L’intera composizione si è sviluppata sulla base di alcuni vecchi riff ed altri più recenti concepiti e arrangiati sul momento. Dopo alcuni mesi di prove la bozza del disco era pronta e nel mentre che si cercava uno studio a cui affidarsi per le registrazioni definitive abbiamo avuto modo di completatare la formazione con Riccardo Bonanno, batterista di stampo thrash metal con svariate esperienze alle spalle e Guido Lucchese al basso, già attivo in passato con gli Antrum.
Cosa avete portato a compimento finora e qual è il disco che avete prodotto, al quale siete più legati?
Finora con questo progetto abbiamo lavorato soltanto a questa prima uscita intitolata “Dominus Draconis”, non sappiamo ancora quali saranno gli sviluppi futuri ma ci accontentiamo di fare un passo alla volta. Qual’è il vostro genere musicale? Sebbene sul lato personale ognuno di noi abbia gusti personali molto diversi e in alcuni casi anche distanti dal metal, un mix di black, death e heavy metal ci ha influenzato nella creazione di questo lavoro. Che influenze ha avuto sul vostro progetto il Covid 19?Al momento dell’inizio pandemia gran parte della registrazione era già stata eseguita e quindi abbiamo approfittato della situazione per chiuderci in studio e finalizzare i brani. Altri sono stati i momenti che ci hanno rallentato e creato problemi, ma passo dopo passo siamo comunque arrivati al nostro obbiettivo. Per forza di cose le conseguenze che il Covid avrà sulla scena musicale, nonchè sulla vita di ognuno di noi, influenzerà anche il futuro del progetto ma al momento penso sia abbastanza inutile fare programmi.Quali sono le tematiche dell’artwork e dei testi del vostro ultimo lavoro?Abbiamo strutturato un vero e proprio concept ispirandoci fin da subito al tema dell’ Apocalisse. Valutati alcuni dei molteplici scenari che potrebbero svilupparsi attorno a questa tematica, credo che abbiamo trovato, con l’Apocalisse di San Giovanni, il giusto equilibrio d’intenti tra la resa musicale e concettuale. Ogni testo è tratto dal libro in questione ed è interpretato nella nostra lingua originale. A tale scopo vengono in aiuto i numeri romani antecedenti ai titoli, che indicano appunto capitolo e paragrafo da cui ogni testo è stato tratto.
L’artwork è stato dipinto a mano su pergamena dall’artista connazionale Lucia D’Asta il cui lavoro artistico è volto al recupero e alla rivisitazione di tutto quello che in quanto a stilemi, tecniche e motivi iconografici può essere ascritto alla Tradizione.Uscirà qualcos’altro nel prossimo periodo? Ognuno di noi è attivo musicalmente ma non abbiamo ancora preso in considerazione una seconda uscita per il progetto. Non escludiamo niente ma ci potrebbero essere cambiamenti.Avete fatto/farete dei live in futuro? Anche all’estero?Nessun live al momento, purtroppo la situazione attuale non ci permette di fare grossi programmi su questo fronte pertanto restiamo in stand-by.Avete un etichetta? Cosa ne pensate delle agenzie di promozione live?L’etichetta con cui abbiamo firmato per la realizzazione e la distribuzione del disco, in formato sia fisico che digitale, è l’etichetta belga Sounds Of Hell. Da subito ci ha mostrato grande interesse per il lavoro da noi proposto e non è passato molto tempo prima di trovare un accordo con cui iniziare la nostra collaborazione. Oltre ad essere specializzata in release metal è la sede di un bar rock/metal dove organizzano show e concerti di vario tipo come anche mercatini ed eventi inerenti al supporto della musica underground. Personalmente non abbiamo alcun tipo di parere a riguardo delle agenzie di promozione live semplicemente perchè non ne abbiamo mai avuto niente a che fare e non viviamo la musica come fosse un lavoro.
L’intera composizione si è sviluppata sulla base di alcuni vecchi riff ed altri più recenti concepiti e arrangiati sul momento. Dopo alcuni mesi di prove la bozza del disco era pronta e nel mentre che si cercava uno studio a cui affidarsi per le registrazioni definitive abbiamo avuto modo di completatare la formazione con Riccardo Bonanno, batterista di stampo thrash metal con svariate esperienze alle spalle e Guido Lucchese al basso, già attivo in passato con gli Antrum.
Cosa avete portato a compimento finora e qual è il disco che avete prodotto, al quale siete più legati?
Finora con questo progetto abbiamo lavorato soltanto a questa prima uscita intitolata “Dominus Draconis”, non sappiamo ancora quali saranno gli sviluppi futuri ma ci accontentiamo di fare un passo alla volta. Qual’è il vostro genere musicale? Sebbene sul lato personale ognuno di noi abbia gusti personali molto diversi e in alcuni casi anche distanti dal metal, un mix di black, death e heavy metal ci ha influenzato nella creazione di questo lavoro. Che influenze ha avuto sul vostro progetto il Covid 19?Al momento dell’inizio pandemia gran parte della registrazione era già stata eseguita e quindi abbiamo approfittato della situazione per chiuderci in studio e finalizzare i brani. Altri sono stati i momenti che ci hanno rallentato e creato problemi, ma passo dopo passo siamo comunque arrivati al nostro obbiettivo. Per forza di cose le conseguenze che il Covid avrà sulla scena musicale, nonchè sulla vita di ognuno di noi, influenzerà anche il futuro del progetto ma al momento penso sia abbastanza inutile fare programmi.Quali sono le tematiche dell’artwork e dei testi del vostro ultimo lavoro?Abbiamo strutturato un vero e proprio concept ispirandoci fin da subito al tema dell’ Apocalisse. Valutati alcuni dei molteplici scenari che potrebbero svilupparsi attorno a questa tematica, credo che abbiamo trovato, con l’Apocalisse di San Giovanni, il giusto equilibrio d’intenti tra la resa musicale e concettuale. Ogni testo è tratto dal libro in questione ed è interpretato nella nostra lingua originale. A tale scopo vengono in aiuto i numeri romani antecedenti ai titoli, che indicano appunto capitolo e paragrafo da cui ogni testo è stato tratto.
L’artwork è stato dipinto a mano su pergamena dall’artista connazionale Lucia D’Asta il cui lavoro artistico è volto al recupero e alla rivisitazione di tutto quello che in quanto a stilemi, tecniche e motivi iconografici può essere ascritto alla Tradizione.Uscirà qualcos’altro nel prossimo periodo? Ognuno di noi è attivo musicalmente ma non abbiamo ancora preso in considerazione una seconda uscita per il progetto. Non escludiamo niente ma ci potrebbero essere cambiamenti.Avete fatto/farete dei live in futuro? Anche all’estero?Nessun live al momento, purtroppo la situazione attuale non ci permette di fare grossi programmi su questo fronte pertanto restiamo in stand-by.Avete un etichetta? Cosa ne pensate delle agenzie di promozione live?L’etichetta con cui abbiamo firmato per la realizzazione e la distribuzione del disco, in formato sia fisico che digitale, è l’etichetta belga Sounds Of Hell. Da subito ci ha mostrato grande interesse per il lavoro da noi proposto e non è passato molto tempo prima di trovare un accordo con cui iniziare la nostra collaborazione. Oltre ad essere specializzata in release metal è la sede di un bar rock/metal dove organizzano show e concerti di vario tipo come anche mercatini ed eventi inerenti al supporto della musica underground. Personalmente non abbiamo alcun tipo di parere a riguardo delle agenzie di promozione live semplicemente perchè non ne abbiamo mai avuto niente a che fare e non viviamo la musica come fosse un lavoro.