Intervista ai Veuve 17_11_2021

Quando avete deciso di dedicarvi alla musica e perché?
La band è nata nel 2013 da Riccardo (basso e voce) e Felice (chitarrista dal 2013 al 2017) soprattutto per gusti musicali comuni. Al tempo ascoltavamo band come Kyuss, Colour Haze, Nightstalker… Le maggiori influenze da cui siamo partiti come gruppo. Il quadro si è completato con l’arrivo di Andrea (batteria) e da lì le prime apparizioni live tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014
Chi sono i membri del gruppo? Collaborano tutti alla stesura delle canzoni?
Riccardo (basso e voce), Stefano (chitarra) e Andrea (batteria). La maggior parte delle canzoni proviene da jam, da lunghe improvvisazioni in sala prove da cui estrapoliamo parti e sezioni. In alternativa nasce prima un riff su cui poi viene costruito il resto del pezzo. In entrambi i casi non c’è precisamente un “compositore” della canzone: ognuno contribuisce sia alle strutture prima che agli arrangiamenti poi.
Cosa avete portato a compimento finora e qual è il disco che avete prodotto, al quale siete più legati?
Abbiamo pubblicato tre dischi: un EP omonimo e autoprodotto (2015); un primo full-lenght “Yard”, pubblicato con Acid Cosmonaut Records e The Smoking Goat Records (2016); un secondo full-lenght “Fathom”, pubblicato con Argonauta Records (2019). Siamo molto legati all’ultimo – “Fathom” – perché è scaturito dopo un periodo difficile ed è stato esso stesso un disco difficile da produrre: essendoci appena stato il passaggio di testimone alla chitarra da Felice a Stefano ci siamo trovati a rivedere molto non solo i brani ma anche la direzione stessa del disco
Qual’è il vostro genere musicale?
Il “macrogenere” è lo Stoner. Non abbiamo mai deciso a priori quale doveva essere il genere specifico, ci piace vedere dove naturalmente ci portano gli eventi. Il primo disco è più verace, suoni più acidi e canzoni generalmente più “dirette”. Dal secondo abbiamo cominciato a prendere una strada che definiamo “nostra”, poi continuata con “Fathom”. Qualcuno dunque dice “heavy Stoner rock”, “heavy rock”, “Psych Stoner”
Quali artisti hanno influenzato la vostra scelta musicale?
Kyuss, Colour Haze, Black Sabbath, Sleep, Motorpsycho, Pink Floyd, Jimi Hendrix Experience, Hawkwind, Monster Magnet, Melvins, Baroness, Elder… Ordine molto sparso, per citarne alcuni
Che influenze ha avuto sul vostro progetto il Covid 19?
Ci siamo fermati come si sono fermati tutti… Niente prove e niente concerti. Adesso stiamo riprendendo per mano tutto gradualmente. Il nostro pensiero, più che per noi come band che non lo fa per lavoro, va a tutti gli addetti che hanno dovuto affrontare momenti davvero difficili nell’ultimo anno e mezzo
Quali sono le tematiche dell’artwork e dei testi del vostro ultimo lavoro?
Seguiamo un filo conduttore negli artwork dei dischi: oggetti tecnologici obsoleti immersi in un contesto naturale, più o meno umanizzato. Il relitto della nave sugli scogli del EP, il traliccio di corrente nel deserto di “Yard” e, infine, il radar sulla montagna di “Fathom”. Molti dei testi sono legati allo sviluppo tecnologico che si scontra con la natura (perdendo); alcuni sono ispirati a show televisivi o a pellicole cinematografiche; altri a fatti storici, altri sono solo dei tripponi fantascientifici. Da questo punto di vista l’ultimo disco è variegato, da temi sulla falsa riga di “1984” (“Radars Are High”) ad altri di ispirazione cinematografica (“Following”) passando per i consueti trip lisergici (“Low In The Air”, “The Unseen”)
Uscirà qualcos’altro nel prossimo periodo?
Stiamo continuando a lavorare ai prossimi dischi, ancora senza date di uscita previste
Avete fatto/farete dei live in futuro? Anche all’estero?
Siamo ripartiti a luglio e avremo impegni soprattutto in novembre: in particolare saremo ospiti del Westill Fest a Nantes in Francia il 20, assieme a band superlative come 1000mods e Monkey3.
Avete un etichetta? Cosa ne pensate delle agenzie di promozione live?
Argonauta Records è l’etichetta con cui è uscito “Fathom” con cui ci siamo trovati molto bene, speriamo di continuare a collaborare con Gero, nonostante siamo “liberi” in questo periodo. Con le agenzie di promozione abbiamo poca esperienza… In futuro magari avremo modo di approfondire la questione.